La forza della passione

e la Respirazione Olotropica

 


di Tav Sparks*

 

 

(estratto)

Una delle costanti nella mia vita è stato lo stato di caos…(…) La noia mi spaventa. Non desidero che arrivi il giorno in cui mi chiedo: “E’ questo tutto ciò che c'è?” E’ come la domanda di Amleto “Essere o non essere?”

per approfondire


Respirazione Olotropica e Mindfulness

 22-27 Agosto 2017

per informazioni ed iscrizioni: 
claudia@claudiapanico.com


La risposta ci guida verso il tema del diventare esseri pienamente umani; e si manifesta come una crisi archetipica,  che prima o poi tocca molte persone nella vita. Sentirci annoiati la maggior parte del tempo è un segnale che stiamo lottando con questo, e possiamo usarlo come trampolino per essere guidati verso la totalità.

(….) L'antropologo e mitologo Joseph Campbell disse: “Cerca la benedizione nella vita”. Ma io preferisco invece quello che disse il giovane cineasta Robert Rodriguez: “Cerca la passione che ti presenta la vita”. Nel suo libro “Ribelle senza gang”, Rodriguez racconta come ha fatto il suo premiatissimo film “El mariachi” con soli settemila dollari. Il film è un sogno fatto diventare realtà da qualcuno che vive consumato dal potere creativo, e che non ha paura di celebrarlo con tutto se stesso. Questo mi ha colpito molto. Mi sono identificato tantissimo con il sentimento della passione molto di più che con quello della benedizione. Credo che sia così perchè in definitiva, ho sperimentato più la passione che la benedizione lungo la mia vita.

Una delle necessità più urgenti che abbiamo è quella di risvegliare la forza della passione. Ce ne avviciniamo in parte attraverso l’accettazione della totalità dell'universo in quanto esperienza. Ma abbracciarlo ci porta ancora più lontano. Abbracciare è più che accettare. Accettare, come l'arrendersi, è un’esperienza che ci accade. Non possiamo fare niente per arrenderci.

Ma l'abbracciare è un'azione. Non saremo mai completamente in grado di abbracciare la totalità dell’esistenza e riconciliarci veramente con essa, a meno di riuscire a risvegliare il potere fondamentale della passione che giace profondamente dentro di noi.

So che può sembrare molto radicale, specialmente se prendiamo in considerazione alcuni percorsi spirituali che esistono oggi. Frequentemente ci viene detto che dobbiamo rinunciare alla passione, che raggiungeremo la felicità solo se riusciamo a distaccarci. Ma io non penso che la passione e il non-attaccamento si escludano l'uno dall'altro. Di fatto, credo che funzionino insieme. Il non-attaccamento libera la nostra coscienza al momento presente e ci da quindi, felicità. La felicità del momento senza restrizioni è esattamente ciò che da luogo all’esperienza della passione. Non penso che riusciremo a sapere veramente qualcosa della passione se non riusciamo a conoscere il non-attaccamento.

Le persone veramente impegnate in una ricerca spirituale non sono macchine che non possiedono emozioni. Godono della loro esperienza di essere umani. Non si tratta di non sentire rabbia o tristezza o quello che sia.... si tratta piuttosto di sentire pienamente quelle emozioni nel momento presente per poter successivamente liberarle.

Il Dalai lama  viaggiò alcuni anni fa negli USA per  partecipare a  un congresso di Psicologi. Quando è stato il suo turno di parlare chiese ai partecipanti cosa avevano da dire riguardo alla rabbia  Sembra che la rabbia fosse tutto un tema per lui. E lo era stato durante tutta la sua vita. E ci stiamo riferendo a una delle persone più spirituali del pianeta.

Per anni ho studiato testi sulla spiritualità e ho letto sulla vita dei grandi santi del mondo. Ognuno di loro aveva una marcata personalità. Con un temperamento ben definito. Tutti erano umani. Alcuni avevano impulsi sessuali molto forti o una vena arrogante; altri qualche altra forma che potremmo chiamare debolezza umana. Se questi maestri sono cosi umani, perchè non possiamo esserlo anche noi?

Da nessuna parte c'è scritto che dobbiamo rinunciare alla nostra “essere umanità” per essere “spirituali”. Sarebbe per me molto difficile seguire i passi di qualcuno che non ha esibito alcuna caratteristica umana. L'abisso fra un maestro così ed io sarebbe così grande che non ci sarebbe niente che mi legherebbe a lui. Sarebbe come una mela che cerca di diventare un’arancia. Credo che ci siamo ingannati al creare una versione idealizzata di ciò che dovrebbe essere un maestro, basato su sistemi di credenze obsoleti che ci siamo caricati durante tuttala vita. In definitiva, la personalità umana è solo un dettaglio interessante. Ciò che veramente importa è il modo in cui la totalità si manifesta attraverso degli individui, la luce della coscienza che brilla in ogni persona.

É completamente accettabile sentire emozioni umane. Quello che gli insegnamenti stanno cercando di dirci è che se restiamo arrabbiati o tristi, sarà perchè c'è attaccamento. Allora, quelle emozioni interferiranno con le nostre esperienze e saranno la causa della nostra infelicità. L'attaccamento è la conseguenza dell’essere in lotta con schemi che giacciono in strati inconsci ma che si manifestano costantemente nella nostra vita quotidiana. Una volta un discepolo chiese al suo maestro cosa faceva con la rabbia. Il maestro rispose: “Quando sono arrabbiato sono arrabbiato. Quando sto mangiando sto mangiando.

Può esserci godimento, passione nella vita quotidiana. La passione ci motiva ad andare più in la dell’accettazione e verso la comprensione del cuore dell’esperienza universale. Ognuno di noi sperimenterà la passione in un modo diverso. Non sarà sempre quell’estasi frenetica che troviamo nel mito greco di Dioniso. Esiste passione in ogni forma di amore. Amore per un bambino, una causa, il divino, l’espressione artistica, la natura. C'è sempre qualcosa nella totalità dell'universo per il quale ognuno può appassionarsi. Qualcosa che ci motiva a celebrare. Qualunque cosa sia, credo che provenga dal divino. E’ nostra responsabilità il potersi aprire alla propria espressione della passione.

Non credo che la danza di Shiva sia solo una metafora. Credo che rappresenti letteralmente una forma di stare al mondo.

Non è che la vita possa essere una danza, una celebrazione. Deve esserlo. L’essere umano danza da millenni e conosce qualcosa che noi abbiamo dimenticato, ma che stiamo cominciando a intuire. La celebrazione è la risposta naturale degli umani di fronte al potere della vita e del divino. Siamo qua per andare, almeno di tanto in tanto, a superare la comodità e fare un passo più in là dell’accettazione. Questo passo è la celebrazione.

Una delle cose che più mi ha entusiasmato della Respirazione Olotropica è che ho cominciato a prendere la vita come un’avventura epica, a sentire che siamo più grandi di questa vita individuale, della biografia personale. C'è chi dice che siamo in un gioco di archetipi, un punto magnetico centrale attorno al quale si muovono grandi forze. L’astrologia ha esplorato il rapporto che esiste fra la nostra vita terrena e il potere del mondo archetipico, e questo è stato un buon modo di capire la connessione fra il cielo e la terra, l'individuale e il collettivo, l'umano e l'archetipico.

Parlo di questo perchè è collegato alla celebrazione della esperienza dell'universo. Essendomi fatto il tema natale, so che ho una forte influenza dell’archetipo plutoniano, e secondo gli astrologi, Plutone rappresenta  fra l'altro, le nostre forze istintive, il potere della morte e della rinascita così come il mondo sotterraneo ed il lato oscuro dell’esistenza... non è per caso che mi sento spinto a esplorare queste forze e veramente credo che dobbiamo loro un nuovo posto nel mondo. Sono l’aspetto del cammino spirituale che più intimamente sento.

Altri si troveranno a lavorare con archetipi differenti. Può darsi che si sentano attratti verso  ciò che è bello, leggero, grandioso, magnifico, verso ciò che è pacifico o solenne. Una delle mie più grandi sfide è stato fare amicizia con Plutone - con l'intensità. Se ci apriamo all'universo al meglio che possiamo, scopriremo quelle parti che stanno fluendo attraverso di noi, e che ci invitano a celebrare.

Ed eccoci arrivati proprio dove abbiamo iniziato, quando parlavamo del dilemma di cercare di essere buoni. La rabbia è stata una strategia che mi ha aiutato a sopravvivere nel mondo. La rabbia è, in definitiva, uno dei nostri impulsi più oscuri. Se non esprimiamo la nostra rabbia, come possiamo celebrarla ?

Come facciamo a fare pace con lei? Il modo di celebrare la rabbia o qualsiasi emozione importante, è cominciare ad esprimerla in un contesto sicuro. Come per esempio in una seduta di Respirazione Olotropica. Scopriremo che la rabbia è una forma di manifestazione dell’energia divina creativa. Se lavoriamo abbastanza con la rabbia, è possibile che possiamo trasformare le sue qualità distruttive in potere creativo. Stiamo imparando che il potere è un continuum. Ad un estremo troviamo l’aggressività assassina e all'altro l’energia divina creativa. La Shakti della filosofia Induista.

Quando nella Respirazione Olotropica attraversiamo un’esperienza di morte/rinascita possiamo vivere la totalità del continuum dell’energia del potere. Nella fase della morte probabilmente entreremo in contatto con la furia. Nella rinascita ci trasformeremo in potere creativo. Allora, al posto di auto compatirci per come la rabbia interferisce nella nostra vita, possiamo usare il potere recentemente acquisito per migliorarla. La rabbia può diventare nostra alleata al posto di essere una nemica.

Questa pratica funziona con tutte le nostre emozioni distruttive. In ultima istanza possiamo sperimentare il fatto che esiste unicamente una forza nella creazione anche se si manifesta in forme diverse e con tanti nomi diversi. Se scegliamo di esplorare profondamente quella forza - possiamo farla diventare una disciplina – alla fine scopriremo che questa unica forza da cui sorge la rabbia e tutte le nostre emozioni, non è altro che la passione di cui vi ho parlato.

E quindi che cosa facciamo?.... Abbracciamo quella passione e la celebriamo.

Chi ha visto il mio tema natale ha detto: “Oh, poverino ! Come puoi vivere con questo?” Si potrebbe dire esattamente lo stesso della carta di qualunque persona. Tutti abbiamo sfide speciali da affrontare. Ciò che dicevano della mia carta era vero fino ad alcuni anni fa. Mi sono sentito realmente come il giocattolo di forze potenti. Ma ora non mi sento così. Adesso posso dire che amo la mia carta. Amo essere plutoniano. É la mia gioia. É il fuoco del mio sangue. É quello che mi mantiene danzando.

Sappiamo che ci sarà un momento nel quale smetteremo di cercare di essere buoni. Allora si tratterà di onorare e celebrare ciò che siamo, qui e adesso. Di vivere il presente così svegli e vivi come possiamo. Lo sappiamo perchè abbiamo sperimentato le nostre proprie avventure epiche in reconditi posti che una volta sono stati importanti per noi ma ora ce li siamo lasciati dietro.

Qualsiasi energia sfidante può essere una maledizione, ma può anche essere una benedizione. In definitiva possiamo attribuire una gran parte del nostro potere creativo e dell’entusiasmo per la vita a quelle forze in ultima istanza rigeneratrici. Dopo aver praticato Respirazione Olotropica per un po’ di tempo, molti di noi realizzano di dover scegliere di attraversare le sfide che quelle emozioni ci hanno apportato, prima di ottenere quel potere. Molti di noi sono convinti che sia uno dei grandi benefici di fare un lavoro profondo. Le nostre più grande sfide possono diventare i nostri più pregiati  valori.

Gli dei possono alzarsi e spaventarci, fino che non ci impegniamo nel viaggio di trasformazione. Il loro proposito finale è essere i nostri più grandi alleati in questa odissea.

Molti sul sentiero spirituale considerano che diventare esseri pienamente umani sia un gradino verso qualcosa di superiore. Chiunque può tentarlo e c'è qualcosa di assolutamente prezioso nell'essere totalmente presenti, pienamente svegli, ogni minuto della vita. É un atto di grande coraggio aprire i nostri cuori abbastanza da far sì che nulla di ciò che ci offre l'universo rimanga fuori. Compreso i lati più orribili e sgradevoli. Non c'è niente che non sia spirituale. Non c'è niente che non sia umano. L'umano e lo spirituale sono una sola o unica cosa. La Respirazione Olotropica mi ha portato certamente li.

Come ho detto prima, se il movimento verso la totalità ha un senso, allora dobbiamo aprirci a tutti i livelli della psiche. É incredibile che l’esperienza umana si arricchisca così profondamente grazie al solo fatto di prendere coscienza di questi altri mondi. Sono una controparte di ognuno. Possiamo scoprire da soli, attraverso l’esplorazione profonda, quello che i mistici hanno detto sempre: ”Non esiste una vita  mondana e un'altra divina. Tutto è divino. É possibile sperimentare il sacro nella vita di tutti i giorni”.

Questo è uno dei tanti frutti del fare un lavoro profondo con sé stessi. In definitiva, nessuna dimensione è più sacra che un'altra. Il divino e il mondano sono ugualmente potenti. La chiave è sentirci a casa in entrambi, essere ciò che i mistici chiamano “Essere viaggiatori fra due mondi”. Solo allora potremo unire i due mondi. Sanare la divisione.

Solo allora capiremo il pieno senso di quello che abbiamo detto all'inizio - una delle cose più spirituali che possiamo fare, è quella di diventare esseri completamente umani. Ho visitato molti luoghi

con la Respirazione Olotropica, situazioni che ho vissuto nella mia infanzia, la mia dipendenza, i miei anni psichedelici. Ho potuto unire tanti fili sciolti. E quando tutto è stato detto e fatto, mi hanno portato a ritornare. 

A me stesso, alla mia umanità, al qui e ora.

Tav Sparks, autore, facilitatore di seminari internazionali, direttore del Grof Transpersonal Training, programma di formazione in HolotropicBreathwork

Articolo pubblicato nella rivista "Inner Door", Maggio 1999

 

 

 

 

 

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